José Luis Zapatero non ha paura del cambiamento, non ha paura delle critiche che un reale mutamento necessariamente comporta, e grazie al coraggio delle sue decisioni sta guidando la Spagna verso una sorprendente modernità.
Il leader socialista ha saputo affrontare con fermezza e determinazione temi eticamente sensibili, sfidando le resistenze di quanti credevano fosse impossibile trasformare una società tradizionalista come quella spagnola.
Zapatero non ha rinunciato a combattere battaglie che potevano risultare controproducenti, ha chiaramente fatto capire alla Chiesa Cattolica che uno Stato veramente laico non può concedere privilegi ad una confessione religiosa, neanche in virtù della sua grande diffusione tra i cittadini.
Il governo spagnolo, al contrario di quanto avviene nel nostro Paese, ha approvato riforme importantissime, che hanno permesso alla Spagna di fare enormi passi avanti nel campo dei diritti civili.
Nonostante le tensioni con la Conferenza episcopale spagnola, e l’ostruzionismo dei gruppi cattolici, leggi come quelle sui matrimoni gay (impensabili in Italia) e sulla riduzione dei tempi del divorzio, sono ormai una realtà.
Una nuova importante proposta, derivata una concezione davvero laica dello Stato, è stata presentata durante il congresso del Psoe (il partito del presidente Zapatero) in corso di svolgimento in questi giorni a Madrid.
La mozione prevede “ la progressiva sparizione dei simboli e delle liturgie religiose negli spazi pubblici e atti ufficiali”, nell’ambito di una revisione della legge sulla libertà religiosa, datata 1980.
Inoltre, il congresso, sta affrontando altri temi eticamente e socialmente rilevanti: l’immigrazione, la situazione economica e soprattutto l’aborto, si sta, infatti, discutendo di una possibile modifica della legislazione attuale, nella direzione di una maggiore liberalizzazione.
La Spagna ha saputo riconoscere e premiare una classe dirigente giovane e capace che la condurrà sulla strada di una sempre più viva modernizzazione, verso la costruzione di una società più ricca, dal punto di vista economico, culturale e civile.
La Redazione.