A mali estremi, estremi rimedi. E quindi, ad ovviare al triste spopolamento dei piccoli centri a vantaggio dell’hinterland, ci penserà lui, il town center manager.
Mettiamoci una mano sulla coscienza. I problemi delle piccole città noi li conosciamo benissimo.
Noi che per risparmiare fuggiamo nei grandi centri commerciali abbandonando le passeggiate sul lungo...qualcosa. Noi che evitiamo di privarci di un rene per comprare casa e ci accontentiamo di un appartamento situato a qualche Km dal centro, dogana permettendo. Noi che più ce ne andiamo, meno siamo, e meno siamo più ce ne andiamo. Noi che giustamente non possiamo fare tutti il/la cassiere/a dell’unico alimentari del paese.
Il town center manager dovrebbe far fronte a tutto questo. E’ una figura professionale sempre più richiesta dalle Pubbliche Amministrazioni comunali.
Ci spiega Alessandro Pettinelli, business development manager di Seltis, società di ricerca e selezione specializzata nel middle management che fa capo alla Metis: - Ci stiamo attivando nella ricerca di professionisti in grado di mirare a delineare innovativi “percorsi dello shopping” che riportino i cittadini a
spasso nei centri storici, rilanciandole l’appeal per i consumi”.
Il compito del town manager presume un lavoro di puro marketing strategico. Il suo target di riferimento è sia il corpo abitativo interno al paese (il quale dovrebbe essere trattenuto in loco) che i cittadini dei comuni limitrofi, i quali dovrebbero essere invogliati a recarsi nel paese di riferimento, irretiti attraverso un opportuno piano strategico.
Per riportare un esempio virtuoso, ad Abbadia San Salvatore, centro situato nei pressi di Siena, si formano i nuovi Town Center Managers. Per chi fosse interessato a ricoprire l’incarico c’è una notizia buona e una cattiva. La cattiva (non per tutti evidentemente) è che il titolo di studio richiesto è naturalmente la laurea: in economia, giurisprudenza, antropologia o lingue. La buona (e anche questa farà qualcuno scontento) è che lo stipendio del town center management può raggiungere i 120 mila euro l’anno, benefit e incentivi esclusi.
E’ proprio vero, vecchi problemi richiedono nuove soluzioni, ma questa volta possiamo dire che per un problema tutto italiano è nata un’idea un po’ più smart, dai confini definiti. Speriamo anche che la gestione delle competenze sia d’importazione.
La Redazione.